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Armunia Festival Costa degli Etruschi

Presentano
Giacomo Verde
in

STORIE MANDALICHE 2.0
iper-racconti della trasformazione

di Andrea Balzola e Giacomo Verde



Iper-racconti > Andrea Balzola
Sonorizz'azioni interattive > Mauro Lupone
Elaborazioni finali FlashMX > Lucia Paolini
(con la collaborazione degli studenti del
Corso Multimediale Accademia di Belle Arti di Carrara)
Segnal'azioni > Anna Maria Monteverdi
Assistenza > Valentina Guastini
Narr'azione e Direzione > Giacomo Verde


Storie Mandaliche 2.0 e' la nuova versione definitiva del progetto Storie Mandaliche iniziato nel luglio del '98.
E' uno spettacolo di narrazione, con video-fondali interattivi, composto da 7 storie collegate tra loro: l'uomo-bambino; il mandorlo; la principessa nera; il corvo; il cane bianco; la pietra; l'ermafrodito.
Il protagonista di ogni storia appare come personaggio anche in tutte le altre. L'idea e' che sfruttando le potenzialità ipertestuali della scrittura digitale ogni sera uno spettatore possa decidere da quale storia iniziare lo spettacolo, mentre lo svolgimento della narrazione sara' determinato dal tipo di "umore" della platea, che potra' indicare (dialogando con il narratore) che direzione seguire in corrispondenza di ogni bivio ipertestuale.


Foto delle Prove

Recensione Prove di Oliviero Ponte di Pino


Il termine "Mandala" significa in sanscrito "cerchio magico" o "mistico" ed è, secondo Jung, il simbolo della meta del Sé come totalità psichica. Le rappresentazioni a forma mandalica sono archetipi universali e sorgono nell'attività onirica e immaginaria per lo più in situazioni caratterizzate da disorientamenti e perplessità, stati d'animo tipici di questo periodo segnato anche da mutazioni tecnologiche che mettono continuamente in discussione il senso della propria identità.
Le "Storie Mandaliche" che raccontiamo parlano appunto di questo: di esseri e sentimenti in trasformazione.


La realizzazione di "Storie Mandaliche" è iniziata nel luglio del '98 durante il Festival teatrale "Scantafavole" di Ripatransone (AP), nel corso di un laboratorio aperto al pubblico, e il suo allestimento e' continuato attraverso altri incontri laboratoriali e prove aperte.
E' stato replicato con successo in forma di studio in diversi festival e rassegne tra cui: Invideo al Palazzo della Triennale di Milano; Alveare al Museo Pecci di Prato; al Piccolo Teatro Regio di Torino; al Castello Pasquini di Castiglioncello; e al Teatro Kismet di Bari. E' stato inoltre presentato come teatro d'appartamento in diverse case in alcune città italiane.


La sua prima versione si appoggiava sul sistema interattivo "Mandala System" per computer Amiga, che permette di integrare oggetti ripresi da una videocamera con sfondi e oggetti attivi generati da un computer Amiga 3000. Il sistema, gestito creativamente da Massimo Cittadini, era inoltre integrato e connesso con software "MAX/MSP" su Mac per l'elaborazione interattiva dell'audio.
In questo modo era possibile mostrare su uno schermo degli "ambienti virtuali" che reagivano, trasformandosi e generando suoni, al tocco di un narratore che diventava così un Cyber-contastorie: al posto del telo disegnato aveva delle immagini in video proiezione (o su monitor) che lui stesso trasformava seguendo il ritmo, in tempo reale, del suo racconto.


La nuova versione abbandona il "Mandala System" per passare all'uso di FlashMX, in modo che i fondali interattivi, utilizzati dal cyber-contastorie, possano essere navigabili anche in Internet per dare cosi' un ulteriore sviluppo in rete della narrazione teatrale in sala. I nuovi video-fondali sono stati rielaborati da Lucia Paolini, sulla base delle prime animazioni create durante il corso di Computer Art del Corso Multimediale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, evidenziando le diverse caratteristiche iconografiche di ogni storia. Anche le musiche originali composte da Mauro Lupone seguono l'idea della trasformazione in un contesto ipertestuale: sonorità specifiche per ogni storia ma strutturalmente trasmutabili da una all'altra in modo da poter agilmente seguire le diverse ipotesi di narrazione.


Il lavoro di allestimento è stato seguito da Anna Maria Monteverdi, che sta curando insieme ad Andrea Balzola, e con la collaborazione degli autori dello spettacolo, un testo-diario con allegato CD-rom. Il libro illustrerà le modalita' di scrittura e messinscena sperimentate durante la realizzazione di questa nuova forma di tecno-narrazione ed è in corso di stampa per la casa editrice Nistri-Lischi di Pisa.

RINGRAZIAMENTI

ringraziamo per la collaborazione al progetto:
Elisabetta Ajani Fabrizio Cassanelli Vanni Cilluffo Massimo Cittadini Alessandra Giuntoni Fernando Marchiori Silvia Raccampo

ringraziamo per la realizzazione:
Massimo Paganelli, ARMUNIA Festival Costa degli Etruschi (tutte le persone dello staff organizzativo), Fondazione Sipario Toscana, Teatro Metastasio di Prato
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SCHEDA TECNICA
STORIE MANDALICHE 2.0

Storie Mandaliche può essere rappresentato in due versioni e per un numero limitato di circa 100 spettatori:

  • a) Configurazione Frontale
    Questa modalità è la classica da palco e si utilizza un solo videoproiettore.
    Si richiede:
    spazio oscurabile
    spazio scenico minimo di m. 4x4
    da 1 a 7 riflettori (dipende dallo spazio) con mixer luci
    un telo di circa cm 200x150 da appendere a circa 120 cm da terra
    uno sgabello basso o un supporto basso per il videoproiettore
    una bella sedia o uno sgabello alto per il narratore
    un video proiettore da 1200 A/lumen con ingresso per segnale PC. (Il video proiettore può anche essere fornito da zoneGemma)
    due casse acustiche autoamplificate di potenza adeguata allo spazio teatrale oppure un impianto audio con 2 casse.
    Un tecnico di sala che possa fare assistenza audio e luci durante lo spettacolo
  • b) Configurazione Mandalica
    Questa modalità (che noi riteniamo ottimale) richiede la distribuzione del pubblico in quadrato intorno al narratore con l'utilizzo di 4 video-proiezioni su schermi di carta da lucido (oppure di 4 grandi monitor): uno ad ogni angolo del quadrato.
    Si richiede:
    spazio oscurabile
    spazio scenico-teatrale minimo di m. 10x10
    una bella sedia o uno sgabello alto per il narratore
    da 1 a 7 riflettori (dipende dallo spazio) con mixer luci
    4 schermi in carta da lucido pesante di circa cm 120x90 da appendere a circa 120 cm da terra
    4 video proiettori min. 800 A/lumen con ingresso per segnale PC.
    4 supporti per i videoproiettori oppure 4 grandi monitor con supporti
    un impianto audio di potenza adeguata allo spazio teatrale con 4 o 8 casse
    Un tecnico di sala che possa fare assistenza audio e luci durante lo spettacolo
    Due tecnici macchinisti per l'allestimento dello spazio.
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