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Giacomo Verde
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STORIE MANDALICHE 3.0

racconti di Andrea Balzola parole di Giacomo Verde

spazio e direzione di Giacomo Verde e Fabrizio Cassanelli



Iper-racconti > Andrea Balzola
Sonorizz'azioni interattive > Mauro Lupone
(sistema spazializzazione audio: "IMEASY" A&G Soluzioni Digitali)
Segnal'azioni > Anna Maria Monteverdi
Elaborazioni finali FlashMX > Lucia Paolini
(con la collaborazione degli studenti del
Corso Multimediale Accademia di Belle Arti di Carrara)
Illumin'azioni > Giuliano De Martini
Realizz'azione spazio > Luigi Di Giorno, Mundino Macis
Assistenza narr'azioni > Alice Guadagni
Narr'azione > Giacomo Verde
Spazio e Direzione > Giacomo Verde e Fabrizio Cassanelli


Storie Mandaliche 3.0 è la versione definitiva e a pianta centrale del progetto "Storie Mandaliche" iniziato da ZoneGemma nel luglio del '98 da un'idea di Giacomo Verde. E' uno spettacolo di narrazione, con video-fondali interattivi, composto da sette storie appositamente scritte da Andrea Balzola e collegate tra di loro: l'uomo-bambino; il mandorlo; la principessa nera; il corvo; il cane bianco; la pietra; l'ermafrodito.
Il protagonista di ogni storia appare come personaggio anche in tutte le altre. L'idea e' che sfruttando le potenzialità ipertestuali della scrittura digitale ogni sera uno spettatore possa decidere da quale storia iniziare lo spettacolo, mentre lo svolgimento della narrazione sara' determinato dal tipo di "umore" della platea, che potra' indicare (dialogando con il narratore) che direzione seguire in corrispondenza di ogni bivio ipertestuale.


Foto dello spettacolo


Il termine "Mandala" significa in sanscrito "cerchio magico" o "mistico" ed è, secondo Jung, il simbolo della meta del Sé come totalità psichica. Le rappresentazioni a forma mandalica sono archetipi universali e sorgono nell'attività onirica e immaginaria per lo più in situazioni caratterizzate da disorientamenti e perplessità, stati d'animo tipici di questo periodo segnato anche da mutazioni tecnologiche che mettono continuamente in discussione il senso della propria identità.
Le "Storie Mandaliche" che raccontiamo parlano appunto di questo: di esseri e sentimenti in trasformazione.


La realizzazione di "Storie Mandaliche" è iniziata nel luglio del '98 durante il Festival teatrale "Scantafavole" di Ripatransone (AP), nel corso di un laboratorio aperto al pubblico, e il suo allestimento e' continuato attraverso altri incontri laboratoriali e prove aperte.
E' stato replicato con successo in forma di studio in diversi festival e rassegne tra cui: Invideo al Palazzo della Triennale di Milano; Alveare al Museo Pecci di Prato; al Piccolo Teatro Regio di Torino; al Castello Pasquini di Castiglioncello; e al Teatro Kismet di Bari. E' stato inoltre presentato come teatro d'appartamento in diverse case in alcune città italiane.


La sua prima versione si appoggiava sul sistema interattivo "Mandala System" per computer Amiga, che permette di integrare oggetti ripresi da una videocamera con sfondi e oggetti attivi generati da un computer Amiga 3000. Il sistema, gestito creativamente da Massimo Cittadini, era inoltre integrato e connesso con software "MAX/MSP" su Mac per l'elaborazione interattiva dell'audio.
In questo modo era possibile mostrare su uno schermo degli "ambienti virtuali" che reagivano, trasformandosi e generando suoni, al tocco di un narratore che diventava così un Cyber-contastorie: al posto del telo disegnato aveva delle immagini in video proiezione (o su monitor) che lui stesso trasformava seguendo il ritmo, in tempo reale, del suo racconto.


La nuova versione abbandona il "Mandala System" per passare all'uso di FlashMX, in modo che i fondali interattivi, utilizzati dal cyber-contastorie, potranno essere navigabili anche in Internet per dare cosi' un ulteriore sviluppo in rete della narrazione teatrale in sala. I nuovi video-fondali sono stati rielaborati da Lucia Paolini, sulla base delle prime animazioni create durante il corso di Computer Art del Corso Multimediale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, evidenziando le diverse caratteristiche iconografiche di ogni storia. Anche le musiche originali composte da Mauro Lupone seguono l'idea della trasformazione in un contesto ipertestuale: sonorità specifiche per ogni storia ma strutturalmente trasmutabili da una all'altra in modo da poter agilmente seguire le diverse ipotesi di narrazione e di spazializzazione del suono grazie al nuovo sistema audio "IMEASY" di A&G Soluzioni Digitali.

Dopo la fondamentale ospitalità di ARMUNIA Festival Costa degli Etruschi, al Castello Pasquini di Castiglioncello, nel corso del 2003, l'incontro con la Città del Teatro di Cascina e Fabrizio Cassanelli (nel 2004) ha infine permesso di realizzare la versione a pianta centrale e di approfondire ed elaborare le diverse possibilità espressive della performance narrativa. Il lavoro di allestimento è stato seguito da Anna Maria Monteverdi che ha curato insieme ad Andrea Balzola (e con la collaborazione dei divesi partecipanti alla realizzazione dello spettacolo) un libro-diario che illustra le modalità di scrittura e messinscena sperimentate durante la realizzazione di questa nuova forma di tecno-narrazione, e che e' in libreria, per la casa editrice Nistri-Lischi di Pisa, dal febbraio del 2005.

RINGRAZIAMENTI

ringraziamo per la collaborazione al progetto:
Elisabetta Ajani, Vanni Cilluffo, Massimo Cittadini, Alessandro Garzella, Alessandra Giuntoni, Valentina Guastini, Fernando Marchiori, Silvia Raccampo, Massimo Paganelli ARMUNIA Festival Costa degli Etruschi

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per la distribuzione

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La citta' del teatro
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